Questo
spazio è riservato agli appuntamenti della
nostra agenda politica, ad iniziative di carattere
socio-culturale/metapolitico e notizie di particolare
interesse.
PREMESSA ALLA MOZIONE CONGRESSUALE
Nell’attuale scenario politico, dove mancano idee, contenuti e soprattutto proposte incisive a fronte del dramma socio-economico che investe sempre più la nostra Italia, una forza come la Fiamma Tricolore deve ritrovare quanto prima una sua naturale collocazione, un ruolo sempre meno marginale e sempre più protagonista, con determinazione, con mentalità rinnovata.
Nel corso di questi ultimi cinque anni - e probabilmente già in precedenza - si sono verificate troppe situazioni negative, legate a mancanza d’equilibrio, di lungimiranza e probabilmente di onestà intellettuale, che hanno purtroppo progressivamente allontanato il partito dalla visibilità necessaria nel panorama nazionale, ma soprattutto lo hanno reso incapace di interagire con le altre forze politiche e di dialogare con gli italiani.
La totale assenza di direttive politiche da parte dei vertici “reali” della Fiamma Tricolore, una struttura elefantiaca troppo burocratizzata, non al passo coi tempi e sovradimensionata rispetto alle condizioni attuali del partito, ha portato la Linea Politica e Programmatica ad essere solamente un mero documento di circostanza, un formalismo senza alcuna possibilità d’applicazione pratica e di proiezione concreta nel sociale.
Ora, in vista di un tanto sospirato Congresso nazionale, la Fiamma si accinge a doversi esprimere (alla luce di quanto sopra) in maniera critica, schietta, severa, sul proprio futuro.
Un futuro che, se si vuole davvero tentare un cambio di marcia, dovrà giocoforza essere totalmente differente dal recente passato e dal presente, affinché la Fiamma torni ad essere punto di riferimento e simbolo spendibile e credibile di speranza, luce per il futuro italiano.
Un cambiamento si rende quindi necessario contro un attendismo ed un’inerzia che non hanno portato alcun risultato apprezzabile.
Un ritorno all’approccio coraggioso della realtà, per affrontare con decisione risolutiva le problematiche attuali.
Un richiamo all’essenza, a noi stessi quali testimoni di una storia portatrice di valori, di etica, di spiritualità e di avanguardia.
Al teatrino politico che vede da una parte slogan e spot elettorali e dall’altra il moralismo più falso ed ipocrita, la Fiamma deve saper opporre la sua naturale propensione sociale e nazionale, unitamente alla ineludibile necessità di fare sintesi: dovrebbe essere la nostra storia e la nostra idealità ad indicarcelo, anzi ad imporcelo.
Verso un Movimento organico e coeso, plasmato da meritocrazia ed affidabilità dei suoi aderenti, al di là ed al di sopra di qualsiasi inutile e dannoso personalismo, clientelismo o legame a carattere personalistico.
Un Movimento Sociale che dovrebbe imparare a guardare a destra facendo i dovuti distinguo laddove “destra” è troppo spesso sinonimo di conservatorismo, liberismo e clericalismo, talvolta anche quando declinata al “sociale”.
Un Movimento non tanto “alleabile” a chissà quali aleatorie “controparti”, ma rigorosamente chiaro, ortodosso ed intransigente nei suoi punti e linee guida quanto disponibile al dialogo, consapevole nella strategia, elastico nelle scelte tattiche; in fondo, le volte che siamo stati “alleabili”, quali risultati abbiamo ottenuto? Con quale conseguente migliorata considerazione ne è uscito il partito?
Dobbiamo assolutamente tornare ad essere un soggetto che sappia rassicurare ed infondere certezza, ma per serietà, linearità di comportamento, volontà di applicazione e capacità di interpretazione.
Forte richiamo al concetto di Patria, di solidarietà nazionale, di unità d’Italia (nella consapevolezza del suo dipanarsi storico), affermazione dell’Identità versus fenomeno immigratorio e sue dinamiche, atomizzazione sociale e disgregazione della comunità.
Recupero della Sovranità Monetaria quale unica soluzione radicale alla recessione economica e al saccheggio dello stato sociale; obbiettivo imprescindibile sulla strada di più ampio affrancamento politico nazionale ed europeo.
Siamo stati i primi a sollevare queste questioni, a denunciare questi problemi, divenuti in seguito reali e di dominio pubblico, ed abbiamo anche sempre indicato la strada delle giuste soluzioni laddove vi fosse reale volontà politica. Siamo stati i precursori delle risposte a queste tematiche, ed è stato il nostro dna politico a dettarcele.
Sebbene l’Italia si contraddistingua anche per le proprie preziose ed irrinunciabili specificità, è importantissimo ritrovare la credibilità nel Meridione, terra tanto vessata quanto generosa e desiderosa di riscatto, che ha sempre ripagato con la fiducia del voto la Fiamma Tricolore.
Ora, cari camerati, ci accingiamo a scegliere il futuro del nostro Movimento, ben consapevoli che serve una prova di coraggio.
Vincere la paura delle chiacchiere e dar seguito ai fatti.
Chi, col lavoro serio, silenzioso e costante, ha portato a casa qualche seppur piccolo risultato sul piano elettorale, ha però ridato grande entusiasmo tra i nostri più sinceri militanti.
Nessuno pretende di avere la bacchetta magica; la strada verso cui la nostra idea ci ha condotto è sempre stata impervia e necessita perciò di lucidità, pretende da noi energia, decisione e soprattutto unità, ma ci potrà regalare ancora delle soddisfazioni, ne sono certo.
Non è più tempo per attendere i periodi elettorali quali unico momento “pulsante” del partito. Le fortune del domani si costruiscono col sacrificio di tutti i giorni.
Ritorniamo ad essere più che ad apparire: ritornare avanti!
IL GRANDE GIOCO di PIETRANGELO BUTTAFUOCO
A partire da venerdì 19 Giugno 2009 ha preso il via su RAIDUE Il Grande Gioco, il nuovo programma del giornalista e scrittore siciliano Pietrangelo Buttafuoco che partendo dall’analisi degli scenari geopolitici passati e presenti cercherà di prevedere i futuri assetti sullo scacchiere internazionale. La trasmissione va in onda in tarda serata a partire dalle ore 23:05.
Il Grande Gioco è il primo esperimento tv che racconterà il gioco infinito delle maggiori potenze mondiali, da sempre in lotta per il controllo del potere e della ricchezza. Quattro gli appuntamenti: il Nord-Eurasia (cuore della Terra), il Sud-Atlantide (l’America dei nativi meridionali), l’Est-il Drago (il futuro scontro Cina/India) e l’Ovest-l’Occidente.
Pietrangelo Buttafuoco guiderà questo viaggio speciale in compagnia di ospiti illustri, grandi protagonisti del dibattito geopolitico internazionale.
Immagini inedite, reportage esclusivi dagli angoli più remoti del mondo, interviste con personalità di spicco e suggestioni di cui raramente sentiamo parlare. Valicando i confini della fantapolitica e del misterico.
Ma queste sottigliezze agli italiani interessano poco. Avvezzi da più di sessant’anni a stare fuori da ogni “grande gioco”, o al massimo a ricoprire il ruolo delle pedine nel Risiko internazionale, sono abituati a badare più che altro alle liti di cortile, sulle quali anche i nostri mezzi d’informazione più autorevoli riescono a dare il meglio di sé. Vuoi mettere la soddisfazione di organizzare una “Squadra Buoncostume”, come ha fatto La Repubblica, per andare a frugare nelle mutande dell’odiato Cavaliere?
È lo stesso Buttafuoco a ricordare che sui giornali italiani le pagine meno lette sono quelle degli Esteri ed è chiaro a tutti che al cittadino medio (ma anche all’intellettuale, al giornalista impegnato, al trombone sputasentenze…) interessa molto di più conoscere i gusti sessuali del premier che non le sue linee guida in materia di politica estera.
Che importa se poi nessuno ci capisce nulla di quanto sta capitando in Iran (dove la fonte d’informazioni più attendibile sembra essere diventata…Twitter), se la Cina si sta lentamente comprando l’Africa, se la Turchia debba o no entrare nell’Ue, se in Caucaso si combatte una nuova guerra diplomatica per il controllo degli oleodotti e delle materie prime?
In effetti con che coraggio, in Italia, si va davanti a una telecamera a parlare di Tradizione, di Sacro, di culture millenarie, che come un fiume carsico scorrono nelle vene della Storia e ritornano in superficie a distanza di secoli? Non ci hanno sempre insegnato che la Storia è finita con il trionfo della democrazia liberal-capitalista americana? E ci vuole una bella faccia tosta.
La faccia tosta e il coraggio di uno dei pochi intellettuali liberi e non omologati:
PIETRANGELO BUTTAFUOCO
DA NON PERDERE!
CONVEGNO - 26 MAGGIO - VERONA
COMMEMORAZIONE SERGIO RAMELLI - 29 APRILE 2009 - VERONA
CONVEGNO - CRISI FINANZIARIA E MISERIA - 8 MAGGIO 2009 - BOVOLONE (VERONA)
FAIR PLAY IN ACTION
CON I KAREN E TRA I TERREMOTATI
Il double decker londinese allestito per ospitare una mostra fotografica sulla Birmania e sulla lotta di liberazione del Popolo Karen sarà anche in Abruzzo.
Proprio in queste ore l'organizzazione ( l'Uomo Libero onlus e la Comunità Popoli onlus ) stanno verificando gli ultimi dettagli per trasformare il Pullman in sala cinematografica per accogliere i bambini dei paesi colpiti dal sisma, per dare loro la possibilità di distrarsi e di godere di qualche ora di intrattenimento.
A bordo del mezzo: volontari delle due associazioni, clown, animatori e numerosi film e cartoni animati terranno compagnia ai giovani abruzzesi.
Non dimenticando il dramma del popolo Karen perseguitato dalla giunta militare birmana, le due associazioni hanno voluto essere vicine alla gente di Abruzzo, che con dignità e fierezza affronta la sciagura che si è abbattuta su numerose famiglie della regione.
Il calendario, la campagna di raccolta di beni per i bambini e maggiori dettagli presto disponibili.
Stay tuned!
PRESENTAZIONE LIBRO "NOTE ALTERNATIVE" E CONCERTO "COMPAGNIA DELL'ANELLO"
MONDIALISMO PADRONE
Le basi politiche Karen cacciate dalla Thailandia per compiacere i signori della droga e l'alleanza tra Cina e Usa
L'Unione Nazionale Karen, organismo politico della resistenza alla giunta militare birmana, ha ricevuto ufficialmente la notizia che le autorità di Bangkok non consentiranno più la permanenza in territorio tailandese dei suoi membri. Il diktat risale allo scorso 11 febbraio, ma è stato reso noto soltanto oggi. Le autorità tailandesi hanno dato perentorie istruzioni affinché tutti gli appartenenti alla KNU e al suo braccio militare, il KNLA (Esercito di Liberazione Nazionale Karen), si trasferiscano al più presto in territorio birmano. Di fatto, per la prima volta nella storia del conflitto tra regime birmano e minoranza Karen, la resistenza viene privata della fondamentale retrovia rappresentata dalle regioni di confine tailandesi, dove sorgevano uffici politici e amministrativi del movimento. Ambienti della resistenza Karen sono convinti che la decisione del governo tailandese sia conseguenza delle pressioni esercitate su di esso dalla giunta militare di Rangoon al recente meeting dei paesi aderenti all'ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico). Le speranze in un radicale cambio di atteggiamento da parte del nuovo esecutivo di Bangkok nei confronti del regime birmano sembrano naufragare di fronte a questa decisione. “Ci stanno strozzando per consegnarci ai Generali di Rangoon” ha commentato amaramente un ufficiale dell'Esercito di Liberazione Nazionale Karen. “E tutto questo per fare del business”.
Al di là di lucrosi contratti firmati tra Thailandia e Birmania per lo sfruttamento di risorse energetiche e per la costruzione di dighe sui principali corsi d'acqua del Myanmar (in collaborazione con la Cina), in gioco potrebbe esserci il riassetto dell'intera area, alla luce della nuova politica nei confronti di Rangoon annunciata dal Segretario di Stato USA Hillary Clinton. C'è già chi pensa di togliere il divieto posto in passato a nuove aziende statunitensi di investire in Birmania (la Chevron è già presente con ingenti investimenti). Secondo diversi osservatori, l'attuale crisi mondiale obbliga USA e Cina ad accelerare i tempi della loro cooperazione economica. Il Sud Est Asiatico è un piatto che interessa ad entrambi. La Cina è il principale sponsor di Rangoon. Si pensa che in cambio di un ammorbidimento da parte della giunta militare nei confronti del movimento per la democrazia guidato da Aung San Suu Khyi (sostenuta da numerosi ambienti statunitensi), Thailandia e USA siano disposti a concedere mano libera ai generali nella questione delle minoranze etniche in lotta con il regime.
Qualcuno la chiama realpolitik. Noi continueremo a chiamarlo Mondialismo. Saranno più tranquilli ora anche coloro che temevano che i Karen potessero mettere in crisi il fantomatico fronte eurasiatico. Nessuna paura: la Cina potrà continuare a fare affari sulla pelle dei Popoli, ma questa volta con un partner altrettanto famelico. Quegli Stati Uniti che di sterminio e vessazione di minoranze etniche ben s'intendono. Nonostante la tanto trendy “abbronzatura” di Obama.
Franco Nerozzi
GIORNO DEL RICORDO
GIORNO DEL RICORDO
Questa sera, Martedì 10 Febbraio 2009, alle ore 21:00 in Piazza Martiri d'Istria e Dalmazia (quartiere di S.ta Lucia), la Federazione scaligera del Movimento Sociale Fiamma Tricolore renderà omaggio alle vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati, con una breve e semplice cerimonia.
FOIBE - 60 ANNI DI SILENZIO
ASSEMBLEA
- LA FIAMMA... E IL SUO FUTURO - 31/01/2009 -
VERONA
I
KAREN NON MOLLANO!
Sotto
assedio birmano il distretto Karen di Dooplaya,
dove si trova una clinica di Popoli.
Boe Wae Hta sotto assedio
- Boe
Wae Hta- Karen State 23 gennaio Sono quattrocento
i soldati agli ordini della giunta militare di
Rangoon che in questi giorni stanno stringendo
d'assedio la roccaforte di Boe Wae Hta, un insediamento
lungo il confine con la Thailandia che ospita
uno degli ultimi focolai della resistenza Karen.
I 70 volontari del colonnello Nerdah Mya scavano
trincee dalle quali cercheranno di resistere all'attacco,
considerato oramai imminente. Il distretto di
Dooplaya, dove si trova Boe Wae Hta, è
stato investito negli ultimi otto mesi dall'offensiva
che l'esercito di Rangoon conduce con l'appoggio
di miliziani collaborazionisti del DKBA (Democratic
Karen Buddhist Army), un gruppo armato che si
è separato dall'esercito di liberazione
nazionale Karen alla fine del 1994. Il DKBA, fondato
da ufficiali Karen che hanno ceduto alle offerte
della giunta militare (regime meno duro da parte
dei soldati birmani nelle aree controllate da
questa formazione e l'impegno di minori violenze
contro i civili in cambio di servigi nella lotta
alla resistenza), accoglie tra le sue fila bande
criminali dedite al traffico di stupefacenti.
Molti dei capi banda sono comandanti di battaglione:
la loro guerra contro Nerdah assume i caratteri
della lotta per la conquista di territori in cui
far fiorire le loro attività sotto l'ombrello
protettivo dei generali di Rangoon. Come è
noto, l'esercito di liberazione Karen conduce
invece da sempre una intransigente guerra al traffico
di droga. Esercito birmano e DKBA hanno posizionato
mortai da 80 millimetri sulle alture che circondano
Boe Wae Hta. Anche ieri sulla roccaforte sono
caduti proiettili, che non hanno però provocato
alcuna vittima. Il rapporto di forze farebbe prevedere
una sicura vittoria delle truppe governative,
ma i resistenti sostengono di essere in grado
di mantenere la loro presenza nell'area, dovessero
anche abbandonare le posizioni fisse e limitarsi
ad una attività di guerriglia. La popolazione
civile di Boe Wae Hta sta lasciando la zona. Centinaia
di nuovi profughi si uniranno a quelli che le
scorse settimane si erano riversati lungo il confine
più a sud, fuggendo dagli attacchi birmani
contro i villaggi sotto tutela del 103° battaglione
Karen. Avevano lasciato di corsa le loro abitazioni,
che erano state poi date alle fiamme dai soldati
di Rangoon. In collaborazione con l'Associazione
canadese "Benévole", stiamo proseguendo
la distribuzione di cibo, zanzariere e coperte
tra i profughi. Al momento la clinica di "Popoli"
a Boe Wae Hta è ancora in funzione: 7 paramedici
garantiscono l’assistenza sanitaria alla
gente del posto che ancora non vuol abbandonare
la sua casa.
FERMIAMO
I "BUONI"... PRIMA CHE UCCIDANO TUTTI
I "CATTIVI"
UN
MASSACRO “CIVILE E DEMOCRATICO”
Lunedì 5 gennaio 2009
“Unica democrazia mediorientale”
e “avamposto della civiltà occidentale”
sono infatti le definizioni ricorrenti con cui i
governi del cosiddetto Primo Mondo gratificano e
ossequiano Israele. Ma le cose non stanno propriamente
così...
Dal 27 dicembre 2008 l’esercito israeliano
sta bombardando la “Striscia di Gaza”,
uno dei luoghi a più alta densità
abitativa del mondo, dove sopravvive in condizioni
disumane un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi
come animali.
La loro colpa “ufficiale” essere governati
da Hamas, partito eletto dopo regolari votazioni
certificate dalle organizzazioni internazionali
competenti.
Hamas quindi come casus belli, quello stesso Hamas
notoriamente integralista voluto e appoggiato da
Israele negli anni ‘70 in funzione anti Fatah,
il partito laico di Arafat.
Il giochetto è evidente: i sionisti (cioè
i nazionalisti ebrei, cosa ben diversa dai credenti
ebrei e dalla totalità del popolo ebraico)
non riconoscono alcuna legittimità al governo
palestinese, qualunque sia la forza politica a rappresentarlo.
Non tollerano un popolo di “terroristi”
e “kamikaze” che ha la sfrontatezza
di voler vivere con dignità sulla propria
terra; un popolo che ha “osato” non
morire di fame, di sete, di cure negate dopo oltre
cinquant’anni di occupazione, dopo continui
embarghi e blocchi economici totali che portano
disperazione ed esasperazione; un popolo la cui
causa, nella migliore delle ipotesi viene trattata
come un caso di “emergenza umanitaria”
(l’uso politico della fame) ovvero degli “straccioni”
senza identità politica e quindi senza la
possibilità di alcuna rivendicazione politica;
un popolo ingabbiato, stremato, spiato e disarmato
ma che si batte e muore con una dignità a
noi ormai sconosciuta.
I “terribili” missili Qassam (in realtà
deboli ed imprecisi) lanciati dai palestinesi in
realtà hanno provocato negli ultimi otto
anni poco più d’una decina di morti;
nello stesso periodo sono morti oltre seimila palestinesi,
solo nel massacro in corso già cinquecento.
Molti dimenticano che quando parliamo di Israele,
parliamo di una delle prime cinque potenze militari
al mondo! Con tanto di sistema satellitare ed armi
nucleari.
La potenza e l’influenza di Israele evidentemente
permette ai governanti israeliani di prendersi gioco
delle sanzioni e delle raccomandazioni internazionali
e di godere della complicità delle cancellerie
e degli organi d’informazione occidentali.
Le uniche versioni ufficiali accreditate sono quelle
di fonte israeliana, mentre gli obitori di Gaza
traboccano di vittime e negli ospedali non si sa
con cosa curare i feriti.
Demonizzare con l’epiteto di “terrorista”
un popolo derubato di proprietà e risorse
e gabbato con l’eterna promessa di uno stato
palestinese a cosa serve? E soprattutto, a chi giova?
Se Israele ha diritto ad esistere, lo stesso dicasi
a maggior ragione per la Palestina, ma con questi
presupposti, il conflitto mediorientale è
destinato a mettere radici sempre più profonde
e la pace rimanere a lungo un miraggio.
A meno che, avanti di questo passo, il gioco non
finisca per estinzione (leggi genocidio) dei “cattivi”…
Segreteria Provinciale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
Federazione di Verona
LA
MISSIONE DI EMERGENZA NEI TERRITORI KAREN
Si è
conclusa dopo tre settimane la missione condotta
in territorio Karen da alcuni volontari di Popoli.
Il viaggio aveva molteplici scopi. Il primo: coordinare
aiuti di emergenza dopo la violenta offensiva condotta
dai birmani contro numerosi villaggi del distretto
di Dooplaya. Il secondo: studiare nuove strategie
di intervento sulla base della variata situazione
nell'area. Il terzo: dare un segnale tangibile ai
Karen della nostra volontà di condividere
almeno in parte il momento difficile che stanno
attraversando.
I volontari si sono introdotti in territorio birmano
e hanno raggiunto alcuni villaggi nell'area interessata
dall'offensiva birmana. Il personale medico ha potuto
visitare la popolazione civile che era rientrata
nei villaggi da poche ore, dopo essersi rifugiata
nella giungla per sottrarsi alla cattura da parte
delle forze di Rangoon. Accompagnati dai soldati
dell'Esercito di Liberazione Karen e dal Colonnello
Nerdah Mya, i volontari hanno poi raggiunto il villaggio
di Kaw Hser Ko, nella provincia del Tenasserim.
Il villaggio dista 10 ore di marcia dal primo centro
abitato sul confine birmano tailandese, ed è
raggiungibile solo percorrendo un difficile sentiero
che attraversa una giungla particolarmente fitta
e ricca di sanguisughe. Un viaggio che gli abitanti
di Kaw Hser Ko compiono due volte la settimana,
per trasportare, inerpicandosi su ripidi tratti
di montagna, riso, sale e generi di prima necessità
fino al villaggio. Donne Karen durante il difficile
viaggio verso Kaw Hser Ko Kaw Hser Ko è l'emblema
del concetto di Lotta di Popolo: i soldati vivono
qui con le loro famiglie, i loro figli. La prima
linea di una guerra che in questa regione è
voluta non soltanto dalla brama di potere assoluto
dei Generali birmani ma anche, o meglio soprattutto,
dall'aggressività del capitalismo occidentale,
che ha i suoi investimenti multimilionari proprio
tra le foreste del Tenasserim. Il gas birmano, che
deve alimentare la vorace “crescita economica”
(detto oggi sembra proprio una barzelletta) di diversi
rispettabili stati democratici, viene convogliato
nei condotti della Total e della Chevron. La protezione
di questi gasdotti è affidata a decine di
battaglioni di fanteria birmani, che nella regione
hanno diritto di vita e di morte sugli abitanti.
Così, chi vuol sottrarsi all..oppressivo
controllo dei militari, chiede la protezione dei
guerriglieri Karen, che cercano con i pochi mezzi
a disposizione di garantire una zona franca, al
riparo dalle incursioni birmane.
Volontario dell'Esercito di Liberazione Karen con
il figlio, nel villaggio di Kaw Hser Ko, Tenasserim
Division. La situazione del conflitto in questo
momento è di stallo: dopo che le truppe birmane
con l'aiuto dei collaborazionisti del DKBA hanno
conquistato buona parte del distretto di Dooplaya,
si registrano soltanto scaramucce tra i guerriglieri
Karen e le forze occupanti. “E' il momento
del raccolto del granturco.” dice il Colonnello
Nerdah Mya “e ora i birmani stanno imponendo
pesanti tasse ai contadini Karen. Ora vogliono tranquillità,
per poter spremere la nostra gente. Noi non possiamo
certo scatenare battaglia quando migliaia di civili
sono impegnati nei campi. Coinvolgeremmo nello scontro
persone innocenti. Credo che la guerra riprenderà
a febbraio. E allora noi dovremo essere pronti”.
La Comunità Solidarista Popoli ha tirato
le somme delle perdite causate dall'offensiva: la
clinica Carlo Terracciano, occupata per alcuni giorni
dai partigiani collaborazionisti è ora isolata
a causa di decine di mine antiuomo lasciate dal
nemico proprio per rendere inutilizzabile la struttura
e per provocare perdite tra i civili e i guerriglieri
Karen. Le scuole elementari di Bla Tho e Kerlaw
Gaw per il momento non possono essere alimentate
dalla Comunità, poiché i due villaggi
sono occupati dalle truppe birmane. Resta attiva,
seppur sotto grave minaccia, la clinica di Boe Wae
Hta, la prima struttura realizzata da Popoli nello
stato Karen, che risale al 2001. Circondato da un
ingente numero di soldati nemici, Boe Wae Hta per
il momento resiste, e la clinica fornisce indispensabile
assistenza sanitaria a migliaia di persone. Le cliniche
di Mu Aye Pu, e di Kay Pu lavorano a pieno regime,
mentre la scuola di Boe Wae Hta funziona solo nei
giorni in cui non si spara, e quando i bambini riescono
a raggiungerla. A Kaw Hser Ko manca la scuola: la
sua realizzazione sarà tra i prossimi obiettivi
di Popoli. Popoli ha ribadito la volontà
di incrementare il suo impegno a favore del Popolo
Karen, attraverso il proseguimento dei progetti
iniziati negli scorsi anni e creando nuove strutture
a sostituzione di quelle inutilizzabili. A Kaw Hser
Ko è nostra intenzione creare una scuola
per i bambini del villaggio e per quelli che arrivano
da insediamenti a ben tre giorni di cammino da qui.
Forniremo anche il cibo necessario a nutrire i bambini,
oltre a garantire un minimo stipendio a due insegnanti.
Proseguirà inoltre il progetto “Terra
e Identità, iniziato con successo attraverso
la costruzione del villaggio di Kaw Law Mee, che
ospiterà 25 famiglie di profughi intenzionati
a rientrare nel loro paese. Un nuovo villaggio di
50 unità abitative attende soltanto lo stanziamento
effettivo di fondi già promessi per la sua
costruzione. “Riportare la nostra gente in
Patria” dice Nerdah Mya “è la
più importante delle cose da fare ora. Abbiamo
bisogno che il popolo Karen si riappropri della
sua terra, che la coltivi e produca cibo per tutti.
La nostra lotta per la libertà deve trarre
linfa da questi villaggi”. La clinica Carlo
Terracciano verrà ricostruita: il nome del
nostro amico e maestro sarà sull'insegna
di una nuova struttura che continuerà a garantire
assistenza ai civili Karen che ancora preferiscono
una vita in prima linea ad una sopravvivenza da
schiavi in qualche campo profughi o in qualche fabbrica
in Occidente. www.comunitapopoli.org
CONVEGNO
"...nel solco del passato il futuro della
gioventù" - Sabato 13/12/2008 LONIGO
(VI)
Presentazione
del libro "ALTA FINANZA E MISERIA"
Mozione
contro gli psicofarmaci ai bambini
Il
Consiglio Comunale
Preso atto del comunicato del 6 Giugno
2006 dell’Agenzia Europa dei Farmaci (EMEA)
di autorizzare a somministrazione di farmaci antidepressivi
ai bambini e adolescenti dagli 8 anni di età
nel trattamento di episodi depressivi moderati-severi
in bambini non rispondenti alla terapia psicologica
dopo 4-6 sessioni.
Sottolineato
che nello stesso comunicato si raccomanda ai medici
ed ai genitori un’attenta sorveglianza rispetto
al rischio di suicidio.
Preso atto
di precedenti note della Food and Drug Administration
e della stessa Emea contrarie all’uso degli
stessi farmaci antidepressivi per i bambini ed adolescenti.
Considerate le conclusioni
scientifiche di uno studio pubblicato sul British
Medical Journal e ripreso dal Ministero della Salute
(bimestrale A.I.F.A. anno XI n. 2 – 2004)
che recitano: “La rilevanza dei benefici non
è tale da giustificare il rischi dei danni,
pertanto non sarebbe opportuno raccomandare questi
farmaci come opzione di trattamento.”
Rilevato che altri psicofarmaci
vengono prescritti ai bambini affetti da “disturbo
da deficit di attenzione e iperattività”
(ADHD).
Dato atto che
molti studiosi denunciano i rischi di questi farmaci
se non addirittura la inconsistenza della diagnosi
di ADHD, che altri invitano alla prudenza affermando
chiaramente che serve massima cautela poiché
i bambini sono persone in una fase di sviluppo e
questi farmaci interferiscono proprio con le funzioni
cerebrali.
Preso atto
che attraverso la mobilitazione di associazione
e cittadini che anno sottoscritto l’appello
“Perché non accada anche in Italia”
viene richiesta l’attuazione di forme di protezione
legale per impedire che ai bambini affetti da “ADHD”
siano somministrati psicofarmaci (in conformità
con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
delle Nazioni Unite adottata il 10 dicembre 1948
e la Convenzione sui Diritti del Bambino delle Nazioni
Unite del 1989).
Preso attoinfine che in queste settimane
anche la Commissione Sanità del Consiglio
Regionale del Veneto ha esaminato le medesime problematiche
e sta lavorando ad una proposta di legge bipartisan
che stabilisca di interpellare le famiglie prima
di una eventuale somministrazione di “Ritalin”
o medicinali affini.
Il Consiglio
Comunale impegna la Giunta
a disporre l’immediata sospensione di test
psicologici relativi alla tematica in oggetto su
bambini e adolescenti, qualora se ne riscontrasse
l’effettuazione nelle scuole veronesi verificandone
contestualmente il committente.
a promuovere una campagna di sensibilizzazione destinata
ai genitori di bambini e adolescenti sui possibili
abusi nella somministrazione di psicofarmaci coinvolgendo
le associazioni, le famiglie le scuole di competenza
comunale al fine di tutelare il diritto alla salute
dei minori.
Il Consiglio Comunale
impegna inoltre la Giunta
ad
attivarsi presso la Regione Veneto affinché
essa
-continui l’azione di monitoraggio dell’uso
di detti farmaci all’interno delle strutture
sanitarie;
-prosegua nell’attuazione del Piano Sanitario
Regionale all’attenzione delle linee guida
per la cura di disturbi psichici nei bambini e negli
adolescenti, con strumenti che privilegiano le potenzialità
terapeutiche degli interventi interpersonali e psico-educativi
da parte degli operatori del settore educativo e
socio sanitario, indispensabili per superare le
situazioni di criticità;
a
esprimere in tutte le sedi deputate il
proprio sostegno alle iniziative legislative che
prevedano l’obbligatorietà del consenso
informato da parte dei genitori, il divieto di somministrazione
indiscriminata nelle scuole di test e questionari
di valutazione dello stato psichico dei bambini,
il monitoraggio e la valutazione periodica obbligatori
dei trattamenti psicofarmacologici somministrati.
Primo firmatario:
Andrea Miglioranzi Capogruppo consigliare Lista Tosi
COORDINAMENTO
REGIONALE DEL VENETO - VERONA - 28 NOVEMBRE 2008
GABRIELE
SANDRI
MANUALE
DI AUTODIFESA CONTRO IL CARO TUTTO
Movimento Sociale Fiamma Tricolore Federazione di Verona