Passato il primo trimestre del Governo Prodi, anche se noi preferiamo chiamarlo “Proni”, che è poi l’aggettivo che meglio fotografa l’inclinazione più attinente ad un centro-sinistra (di origine confindustriale controllata) maestro nell’applicazione scientifica, strutturale e sistematica del servilismo nei confronti dei dettami dei poteri forti della finanza e del mercato di cui sono prezioso esecutore e garante, possiamo già farci una prima idea della volontà identicida, antinazionale e antisociale racchiusa nel programma di governo - che potremmo definire di stampo pluto-comunista - e nella nuova manovra finanziaria che pare commissionata dal sistema bancario:
- cambiamento dei diritti di cittadinanza, col passaggio di fatto dallo ius sanguinis allo ius loci; con la vastità che il problema comporta ed i suoi risvolti apocalittici che pochi riescono tuttora a cogliere, mentre una irresponsabile propaganda governativa spalanca le porte alle illusioni di chi sfugge dalle proprie terre impoverite e sfruttate proprio dai soci della combriccola ulivista (multinazionali e centrali ideologiche mondialiste)
- instaurazione della dittatura fiscale: entrata in vigore della riforma della riscossione tributaria con sostanziale sottrazione alla mano pubblica e novello decreto in materia di evasione fiscale e riciclaggio, pretesti per determinare il controllo bancario sugli italiani atto a scoraggiare l’utilizzo di denaro contante ed obbligare tutti ad operare all’interno dei circuiti bancari, anche chi non ne avrebbe bisogno
- trasferimento forzoso all’INPS del 65% del Tfr non destinato ai fondi pensione, che mostra palesemente la volontà di togliere ossigeno alle Piccole e Medie Imprese (già soffocate nella morsa del credito dalle imposizione degli accordi di Basilea 2); PMI che malgrado tutto, senza delocalizzare la produzione o trasferire le loro sedi nei paradisi fiscali, rappresentano quasi ancora l’80% del tessuto produttivo nazionale
- i rispettivi decreti dei vampirelli Visco-Bersani calibrati ad hoc per favorire gli interessi di multinazionali e grande distribuzione
E si potrebbe continuare a lungo, in tema di aggressione fiscale, tagli nei vari settori, le pseudo liberalizzazioni della pubblicità per i professionisti e delle tariffe professionali, e via discorrendo.
Questi, sono solo alcuni esempi, ma emblematici nel dimostrare la millantata vocazione popolare dell’attuale governo.
La FIAMMA TRICOLORE, al di là e al di sopra di tutte le menzogne e gli espedienti escogitati dal centro-destra prima e dal centro-sinistra oggi, torna a ribadire l’inutilità delle “ricette economiche” propinate agli ignari cittadini con l’illusione di sanare il cancro del debito pubblico, causa di tutte le manovre finanziarie passate e future; cancro insanabile allo stato attuale delle cose, ma che può essere sanato, come da noi proposto in sede di programma politico, andando ad agire direttamente alla radice del problema e cioè reimpossessandoci della Sovranità Monetaria Popolare, con una Banca d’Italia nuovamente nazionalizzata e uno Stato padrone dell’emissione monetaria diretta, senza più quindi la schiavitù inestinguibile di un debito pubblico causato dall’appropriazione ingiusta del signoraggio da parte delle banche.