Verona, giovedì
6 novembre 2008
Oggetto: ONORE AL BLOCCO STUDENTESCO,
SOLIDARIETÀ A CASAPOUND
Le recenti vicende nazionali legate alle proteste
studentesche avverse alla riforma Gelmini - che
non andrebbe comunque approcciata con un rifiuto
secco o una accettazione totale - con gli scontri
romani di Piazza Navona e relativi strascichi,
hanno portato alla luce i tre stadi dell’intolleranza
ideologica, dell’arroganza e della mendacità
di un antifascismo militante ormai a fine carriera,
ma frustrato e fuori controllo a causa della quotidiana
presa di coscienza del proprio fallimento.
Prima i soliti pifferai/agitprop sindacalisti
(ultracinquantenni!) e rifondaioli (ultratrentenni!),
tristemente seguiti da una minoranza di giovani
facilmente suggestionabili e sensibili a parole
d’ordine e slogan fuori tempo massimo, smascherati
nell’immancabile tentativo d’impedire
la presenza di qualunque voce che stoni nel coro
che loro vorrebbero dirigere in eterno, per pilotare
una protesta che invece, per le motivazioni che
la animano, dovrebbe superare gli steccati politici.
Fallito il tentativo, scatta puntuale il secondo
livello d’intervento: entra in azione il
braccio armato, il servizio d’ordine, i
mazzieri del comunismo italiano, le nuove truppe
cammellate dei Centri Sociali e di Rifondazione,
anch’essi però smascherati in tutto
il loro servilismo verso organi di repressione,
strategie di dominio ideologico e propaganda spicciola.
Infine, col consueto corollario di vittimismo
vigliacco e pagliaccesco, inizia l’opera
di ribaltamento della realtà e dei ruoli;
scendono in campo i tanti complici professionisti
della mistificazione: un esercito di fiancheggiatori,
di protettori, di istigatori. Dalle sedi dei partiti,
degli organi d’informazione e probabilmente,
a breve, dei tribunali. Si fanno passare i provocati
per provocatori, gli aggrediti per aggressori;
partono le liste di proscrizione e si compilano
le schedature in stile Lotta Continua. Una campagna
denigratoria vergognosa, irresponsabile e, questa
sì, autenticamente criminale, che andrebbe
stroncata sul nascere da uno Stato degno di tal
nome, interessato a scongiurare un muovo ’68
e non invece, come accadde in un passato non troppo
lontano, ad alimentare e manipolare divisioni
e tragedie.
Le strutture della contestazione di mestiere sono
alla frutta.
Onore al Blocco Studentesco che ha difeso il diritto
di manifestare di un mondo da sempre definito
di “sporchi, brutti e cattivi”, “la
peggio gioventù”..i fascisti.
Solidarietà a Casapound, oggetto della
sporca campagna di criminalizzazione scatenata
da chi mente sapendo di mentire.
Segreteria Provinciale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
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