PAGINA INIZIALE
COMUNICATI
CHI SIAMO
ATTIVITA'
RUBRICHE
SEGNALAZIONI
FIAMMA INFO
RASSEGNA STAMPA
ARCHIVIO
MEMORIE
COLLEGAMENTI
RIBELLATI CON STILE
CONTATTI
Ascolta l'inno della Fiamma
COMUNICATO STAMPA

MOVIMENTO SOCIALE - FIAMMA TRICOLORE
Federazione Provinciale di Verona
"Michele Silvestri"

Verona, lunedì 27 ottobre 2008

Oggetto: SANCITA PER LEGGE LA POSSIBILITÀ DI PRIVATIZZARE L’ACQUA!

La corsa all’oro blu in Italia ha fatto un ulteriore passo avanti, forse quello decisivo.
Con un blitz estivo il governo ha sancito la privatizzazione dell’acqua! Il 5 agosto 2008, il Parlamento ha trasformato in legge (Legge 6 agosto 2008, n. 133) un precedente decreto (Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, a firma del Ministro Giulio Tremonti); la legge in questione è intitolata infatti “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”; in altre parole, un importante passaggio di un più ampio piano di deregolamentazione e liberalizzazione di numerose funzioni e servizi dello Stato! Tanto per intenderci sulla portata della Legge 133, la parte relativa, più o meno direttamente, all’università e che tante polemiche e preoccupazioni sta sollevando in questi giorni (in parte condivisibili), rappresenta una parte percentuale minima della norma.
Nel passaggio tra il decreto e la legge, tra gli articoli 23 e 24 fa la sua “miracolosa” comparsa un inequivocabile articolo 23bis che al primo comma recita testualmente: «Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili».
Che la volontà di privatizzare l’acqua fosse in atto da tempo era un dato assodato, ma oggi è stabilita per legge. La mercificazione del bene comune più prezioso è così compiuta!
La vergogna s’è consumata all’interno di quelli che una volta erano i palazzi del potere, senza alcun dibattito parlamentare, col riserbo assoluto dei media, in assenza di dibattito pubblico.
Evidentemente un problema di poco conto per taluni, tanto da poter essere sbrigato in pochi minuti, come una pratica burocratica qualsiasi; un ambito di nessuna rilevanza, che in piena dittatura di mercatismo e speculazione si può lasciare tranquillamente in mano ai privati.
A tanto può arrivare l’irresponsabilità dei nostri indegni rappresentanti, di qualunque colore essi siano, perché in sede di approvazione, si badi bene, si è trattato un voto “bipartisan”, con l’appoggio del ministro-ombra del Pd Lanzillotta: a testimonianza che sulle questioni davvero importanti governo e opposizione pari sono.
Tanto per il governo Berlusconi quanto per i suoi fasulli oppositori l’acqua non è più un bene pubblico, ma una merce e come tale potrà essere gestita da multinazionali, le stesse che già possiedono le acque minerali.
Poco importa che laddove si sono applicate esperienze di gestione privata del sistema idrico, queste sono state fallimentari e tragiche, con cittadini che, oltre a non ricevere servizi efficienti, si sono visti costretti a stare senz’acqua o, peggio ad utilizzare acqua inquinata, e che si sono ritrovati a pagare ai privati bollette sempre più esose.
Nel momento di attuale spaventoso domino finanziario e della conseguente crisi, Fiamma Tricolore resta schierata sulla barricata della tutela del diritto fondamentale all’acqua e della difesa della gestione pubblica delle risorse idriche dalla fonte al rubinetto.
I concetti di partecipazione, rappresentanza e giustizia sociale sono tutti da riscrivere.

Segreteria provinciale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore

<< torna a COMUNICATI
 
Movimento Sociale Fiamma Tricolore Federazione di Verona