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COMUNICATO STAMPA

MOVIMENTO SOCIALE - FIAMMA TRICOLORE
Federazione Provinciale di Verona
"Michele Silvestri"

INVERTIRE LA ROTTA

Vicenza, 17 settembre 2008

Il recente crollo di una delle più grandi banche d’affari al mondo, quella Lehman Brother diretta discendente della Kuhn Loeb & C. che finanziò la rivoluzione comunista di Lenin, non rappresenta solamente il simbolo di una crisi settoriale legata agli strascichi dei mutui subprime e non è esclusivamente ristretta ad una delimitata area geografica, ma rappresenta il totale ed irreversibile fallimento di un modello economico imposto come unico ed indiscutibile.
Ora come non mai, il fallimento della finanziarizzazione dell’economia impone serie e risolute riflessioni, in particolar modo da parte del sistema politico, chiamato a dover rispondere celermente e con soluzioni drastiche alla crisi imperante, proponendo un’alternativa ad un modello economico non più credibile. È giunto il momento di abbandonare una concezione dell’economia frutto esclusivamente di artificiosi parametri monetari funzionali alla grande speculazione fine a se stessa ed asfittica sul piano produttivo e della crescita.
Occorre riprendere totalmente una impostazione economica legata alle concrete esigenze dell’economia reale, con attenzione particolare al mondo produttivo e del lavoro, armoniosamente collegati tra loro e non necessariamente posti in posizione perennemente conflittuale. Questa esiziale ed ineludibile virata comporterà lo scontro col sistema bancario e finanziario imperante e sarà quello il campo dove andranno a confrontarsi le diverse concezioni di far politica: a servizio dei banchieri o nell’interesse dei cittadini. Solamente chi dimostrerà il coraggio di recuperare il primato politico nelle scelte economiche e, soprattutto, rivendicare la sovranità monetaria, sottraendola ai privatissimi istituti di emissione rappresentati dalle banche centrali, saprà compiere un vero e proprio atto rivoluzionario.
Cominciamo allora da Alitalia, il cui nodo non sono tanto i sindacati (comunque non esenti da colpe), bensì gli istituti di credito, gruppo Capitalia in testa, cui deve esser garantita la totale restituzione dell’esposizione con la vecchia società; ecco perché l’esigenza di buttare sul piatto una cifra superiore a quella offerta in partenza.
Che l’esecutivo abbia il coraggio di portare i libri in tribunale, dichiarare il fallimento dell’Alitalia e ripartire con una nuova società, a vera partecipazione pubblica, perché i settori strategici e nevralgici di una nazione vanno mantenuti necessariamente sotto il controllo statale; riassumano poi i vecchi dipendenti Alitalia e vadano ad acquisire quella parte della flotta ancora efficiente ed in grado di competere su un mercato sempre più selvaggio, e qualitativamente tendente al ribasso sul piano dei servizi, campo in cui Alitalia, comunque per tradizione, ha sempre spiccato. In questo modo non ci vedremo defraudati della compagnia aerea di bandiera, non perderemo il controllo del traffico aereo sul nostro territorio, non ci rimetteranno i lavoratori, ma sicuramente rimarranno con il posteriore a terra le banche creditrici. Qui sta il problema!
Allora continuiamo a sostenere il primo modello economico, a solo vantaggio della finanza speculatrice, o si intende realmente cambiare rotta?

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Movimento Sociale Fiamma Tricolore Federazione di Verona