Verona, 01/09/2008
Oggetto: ANNIVERSARIO DELLA STRAGE
DI BESLAN
Tra i giorni 1 e 3 settembre 2008 cade
il 4° anniversario di uno degli atti terroristici
più odiosi e vigliacchi della storia: un
commando di “secessionisti” ceceni,
manovrati da chi ha interessi politici ed economici
per la destabilizzazione dell’area caucasica,
irruppe nella scuola elementare di Beslan, nella
povera Repubblica dell’Ossezia del Nord
(appartenente alla Federazione Russa), sequestrando
oltre 1?200 persone e facendo scempio di bambini
e civili per 3 giorni, fino all’inevitabile
intervento liberatorio delle forze speciali russe.
Il bilancio della carneficina fu di 331 morti,
di cui 186 bambini e 31 terroristi uccisi, fra
i quali due donne.
Il commando terrorista ceceno (ma poco importa
da quale Nazione fossero vomitati quegli individui)
si diede a dimostrazioni di efferatezza atte a
piegare le autorità, torturando, stuprando
e uccidendo gli ostaggi a più riprese.
Figli sotto gli occhi dei genitori, madri e padri
sotto gli occhi dei figli.
Di quell'inferno, di cui solo poco e transitoriamente
è apparso sui media, molti bambini, che
hanno accumulato patologie somatiche, fisiologiche
e sociali, portano ancora tracce profonde, indelebili
e hanno bisogno di essere recuperati alla vita.
Proprio per questo ci preme segnalare che da tempo
in Francia è nato un organismo la «Coordination
Solidarité Enfants Martyrs de Beslan»
(hp.falavigna@wanadoo.fr), che si limita ad adottare
a distanza quei bambini, non tanto per inviare
loro denaro quanto per trasmettere affetto, e
alla quale si è affiancata una filiale
italiana (come riferimento ga@gabrieleadinolfi.it)
sostenuta da gruppi, associazioni e singoli individui.
Alcune scuole, strutture alberghiere e società
sportive sul territorio nazionale hanno già
accolto favorevolmente lo scorso anno l’appello
per una raccolta doni natalizia e una serie di
gemellaggi epistolari, mirati ad una lista di
piccoli superstiti con il maggior numero di traumi,
fornita grazie alla Croce Rossa di Ginevra, al
relativo coordinamento moscovita per l’Ossezia
del Nord e alla responsabile locale in Beslan.
Per merito di quest’opera si sono anche
creati i presupposti per alcune “adozioni
morali” a distanza.
Benché i terroristi siano stati finanziati
da alcuni magnati «pacifisti e arancioni»
che la fanno da padroni anche in casa nostra e
malgrado le considerazioni geopolitiche, non è
tanto la causa in sé, né l'essere
pro o contro russi, pro o contro ceceni, a indurci
a quest'iniziativa. Lo è un insieme di
sdegno, amore e senso dei doveri elementari.
Proprio per questo Fiamma Tricolore Verona intende
da quest’anno aderire alla campagna di solidarietà
a favore dei giovanissimi superstiti di Beslan.
Invitiamo pertanto chiunque fosse interessato,
anche solo individualmente, a contattare la nostra
Segreteria provinciale della Fiamma Tricolore
(info@fiammaverona.it); in seguito provvederemo
a mettervi in relazione con il coordinamento italiano,
che è, vogliamo sottolineare, apartitico.
Fiamma Tricolore Verona
Segreteria Provinciale
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