Verona, mercoledì 14 Maggio 2008
Oggetto: dichiarazioni del ministro dell’economia giulio tremonti
«Qualche sacrificio devono iniziare a farlo banche e petrolieri (…) le banche dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie (…) abbiamo detto che azzeriamo l’Ici sulla prima casa. Seguiremo lo sgravio e chiaramente castelli e ville non saranno compresi nel provvedimento. Ma poi parleremo anche di mutui».
In linea teorica, noi che ci battiamo contro il sistema bancario e le usure, che cerchiamo soluzioni di lotta al carovita (BUONI DI SCONTO), che vogliamo sperimentare la proprietà popolare della moneta (BUONI LOCALI DI SOLIDARIETÀ/SCEC), che vogliamo togliere dalla strada le famiglie italiane e restituire loro un tetto ed il diritto alla proprietà della casa (MUTUO SOCIALE), che ci battiamo in sostanza per la riaffermazione del principio di sovranità nazionale, per preservare settori strategici e diritti ineludibili dai condizionamenti stranieri e dal controllo delle multinazionali (PROGETTO ACQUE SOCIALI), non possiamo non apprezzare le parole del neo ministro Giulio Tremonti.
Il sol fatto che si prospettino sacrifici per chi i sacrifici li ha finora imposti al popolo (banche e assicurazioni), riscuote ovviamente il nostro plauso.
Fondamentale sarà che ora questi onerosi impegni vengano mantenuti divenendo storia e non restino invece lettera morta facendo il paio con la vuota retorica del precedente governo.
Non possiamo però non sottolineare il fatto che proprio Tremonti non è nuovo a queste uscite, alle polemiche nei confronti di un sistema bancario iniquo e impopolare.
E non pochi insieme a lui stanno rilevando che le vecchie ricette del liberismo sfrenato che hanno generato un turbocapitalismo alimentato dalla tecnofinanza non funzionano più. Quando il mercato diventa mercantismo, divenendo cioè ideologia, tutto è sacrificabile in suo nome ed il dogmatismo di certi economisti miopi, così come la marpioneria dell’establishment finanziario internazionale, non fanno che peggiorare la situazione.
In un’epoca nella quale tutto ciò che è superfluo costa nulla, mentre è carissimo lo stretto necessario, si può prendere un volo per Londra a 20 euro ma con la stessa cifra non si riempie di sicuro il carrello della spesa.
E come lo stesso Tremonti, sempre più eminenti esponenti del mondo della politica, della cultura e dell’economia, propongono come ricetta il ritorno ad una visione spirituale della politica che rimetta sotto controllo l’economia. Sempre più frequenti, in tal senso, sono i richiami alle radici, all’identità come motori per lo sviluppo e la crescita sociali e culturali di una comunità, oggi misurati dalla banalità del PIL.
Ebbene noi che queste cose le andiamo sostenendo da anni e che certe condizioni le avevamo preconizzate in tempi non sospetti (quando fioccavano gli epiteti impropri come “protezionisti”, “oscurantisti”, “reazionari”…), speriamo solo che almeno Tremonti tenga duro.
Luca Zampini
Segreteria provinciale
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