Verona, sabato 30 giugno
2007
Oggetto: 17 INDAGATI NELL’ENNESIMA
OPERAZIONE CERVELLOTICA “AD EFFETTO”
DI PAPALIA
Noi della Federazione scaligera del Movimento
Sociale Fiamma Tricolore siamo da sempre assertori
del concetto che se si perdona chi ha sbagliato
si fa un torto a chi è nel giusto.
Detto questo però, vivendo in questa
città ed avendo subito nel corso degli
anni le costanti e pesanti “attenzioni”
della procura veronese, siamo divenuti (per
un “meccanismo di difesa” diremmo
quasi automatico) dei convinti garantisti in
materia di giustizia, nella misura in cui un
indagato è e rimane innocente fino a
che non venga dimostrato il contrario, in maniera
certa e definitiva, fino all’ultimo grado
di giudizio, chiunque esso sia!
Ho volutamente usato la parola indagato perché
per quanto ci risulta dopo aver consultato le
carte rilasciate ad alcuni dei diciassette giovani,
proprio di questo si tratta: puri e semplici
indagati e non già condannati per quanto
loro contestato, come sembrerebbe risultare
leggendo i vari organi di informazione locale.
Un aspetto in particolare ci preoccupa in tutta
questa vicenda: la indomabile volontà
della Procura (quasi una fissazione paranoica)
di gettare in un unico calderone inquisitorio
ragazzi il cui solo torto è quello di
professare a testa alta i propri ideali ed il
proprio credo politico. Ai nostri iscritti e
simpatizzanti di Fiamma Tricolore (e qui è
la documentazione loro rilasciata dalla Digos
che parla) è stato sequestrato materiale
assolutamente legale, come adesivi del partito
se non addirittura sciarpe e berretti dell’Hellas
Verona!?
E allora perché questo ennesimo attacco
indiscriminato a tutta un’area giovanile
invece di, come dovrebbe avvenire in via del
tutto normale, perseguire eventuali responsabilità
dei singoli, effettivamente accertate?
Perché questo accanimento reiterato verso
quei giovani la cui imperdonabile colpa sembra
essere quella di possedere materiale di propaganda
politica non omologato ad un modello unico di
pensiero (per noi, ma non solo, criticabilissimo)
che si vorrebbe loro inculcare fin dalla più
tenera età?
Perché capi d’abbigliamento recanti
i colori della nostra squadra del cuore cittadina
vengono ritenuti in talune situazioni come aggravanti
specifiche?
E soprattutto perché in casi di vandalismi,
danneggiamenti (anche a mezzo di ordigni esplosivi?),
minacce ed aggressioni, subite da esponenti
della Destra locale, mai la altrimenti solerte
e determinata Procura di Verona si è
fatta promotrice di indagini veramente tese
all’individuazione delle responsabilità?
Ed infine perché è, solo e sempre,
la Procura di Verona a distinguersi per il suo
soggettivissimo modus operandi da “rete
a strascico” con il quale vengono “catturati”
quanti più pesci possibile, poi, tanto,
qualcuno di “appetitoso” resterà?
Una Procura seria non colpisce nel mucchio,
ma dovrebbe invece colpire con chirurgica determinazione
le eventuali autentiche condotte criminali!
Alessandro Castorina
Segretario Provinciale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore