Verona, 5 gennaio 2007
Oggetto: SESSANTANNI DI MOVIMENTO SOCIALE
Il 26 dicembre 2006 ricorreva il sessantesimo
anno dalla fondazione del Movimento Sociale
Italiano; 60 anni rappresentano un patrimonio
politico, un bagaglio storico, di esperienze
e di responsabilità assai invidiabile
per chi, come il movimento Sociale Fiamma Tricolore
ne rivendica legittimamente e coerentemente
l’eredità e la continuità.
Per una Federazione come la nostra, relativamente
giovane per composizione, ricostituita praticamente
da zero qualche anno fa, con un passato talvolta
conflittuale, quasi di amore/odio con la casa-madre,
risulta difficile tracciare qui il profilo storico
e l’apologetica del nostro comunque grande
partito: non è questo il luogo e non
ve ne sarebbe lo spazio. Ci sarebbero poi uomini,
anagraficamente e storicamente ben più
“titolati” di noi per farlo. Non
siamo né ipocriti né presuntuosi.
Quello che preme, in particolare, a noi che
consideriamo le tre parole d’ordine uscite
vincenti dall’ultimo Congresso nazionale,
RIFONDARE-RILANCIARE-RIAFFERMARE, quasi come
l’alfa di un nuovo corso, è il
futuro del partito; un partito giunto, allora,
al suo minimo storico, che dovrebbe quindi mettere
nuove basi alle sue fondamenta e, in virtù
di queste nuove basi, ri-lanciare le sue antiche
ma sempre attuali battaglie di fedeltà,
di giustizia e di civiltà per ri-affermarsi,
si auspica, come nei momenti di maggior consenso
che questo soggetto politico ha saputo guadagnarsi
nel corso dei suoi 60 anni di vita. E questo
deve avvenire, rifiutando eventuali strategie
“amministrative” consistenti nel
barcamenarsi nell’attesa di essere finalmente
riciclati, e nell’offrire i propri servizi
alle frange più retrive della “classe
dirigente” vaticano-capital-massonica;
senza l’ossessione di seguire sempre e
soprattutto una linea benpensante, conservatrice
e avida di “rispettabilità”
per essere “recuperati” al Sistema;
cercando di rimanere alieni a mille piccoli
compromessi, magari per cariche la cui denominazione
altisonante corrisponde ad un’assoluta
mancanza di potere reale; evitando che la nostra
famiglia politica si trasformi in una sorta
di corte dei miracoli frequentata da anticomunisti
generici, personaggi convinti che la seconda
guerra mondiale fosse stata combattuta per far
partecipare qualche rappresentante sindacale
alle riunioni dei consigli di amministrazione,
tradizionalisti ed esoteristi al limite della
seduta spiritica, nichilisti, ammiratori indiscriminati
del militarismo israeliano o delle dittature
latinoamericane di recente memoria, pseudo-idealisti,
vestali e adoratori di una cronaca politica
passata e fraintesa, profittatori, carrieristi,
puntuali traditori dei sogni e delle aspettative
della base: una immagine caricaturale contraddistinta
da schizofrenia ideologica e da mediocrità.
Tutte tentazioni alle quali, in passato, anche
il nostro partito non ha saputo resistere e
tutto quanto, a nostro modesto avviso, si deve
evitare perché corrispondente a connotazioni
ideologiche prive di rispondenza alle nostre
idee, o per meglio dire alla nostra sensibilità
e a quella dei tanti giovani, pieni di speranza
e di buona fede, che si stanno avvicinando al
nostro mondo ideale.
Quello che vogliamo è un partito giovane,
dinamico, alternativo in termini di idee, di
programmi, di comunicazione e soprattutto in
termini di uomini qualitativamente differenziati,
un gradino sopra alla normale classe politica
di oggi.
E soprattutto una Fiamma Tricolore che sappia
realmente essere il Partito interprete e referente
dei Movimenti Non Conformi.
Un obbiettivo, questo, perseguito e perseguibile;
l’unica maniera per raccogliere degnamente
il testimone lasciatoci dai nostri predecessori,
l’unico modo per tributare finalmente
il giusto Onore a tutti gli uomini, a tutte
le donne, ai ragazzi e alle ragazze caduti nel
corso della nostra storia sotto il piombo nemico
e il cui Esempio è ancora per noi fonte
inesauribile di forza per continuare a lottare.
Ecco, proseguire lungo questo irto e difficile
cammino ci pare proprio la maniera migliore
per festeggiare l’anniversario del MSI,
ma che tale evento non rappresenti un traguardo
bensì un punto di ri-partenza.
Avanti Fiammisti, riconquistiamo il
futuro!