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Verona,22 marzo 2010

LETTERA APERTA

Oggetto: Tosi, Napolitano e i “cravattari”

La settimana da poco trascorsa resterà per molti nella storia: per la visita del Presidente Napolitano e per l’ennesima edizione record del Vinitaly.
Ampi ed entusiastici reportages televisivi ed articoli giornalistici a commento dei due eventi, che tra l’altro si sono incrociati in considerazione della visita di Napolitano alla kermesse fieristica.
Uno degli aspetti “pregnanti” che tanto sembra aver fatto presa sull’attenzione degli operatori dell’informazione e dei cittadini è il fatto che il nostro primo cittadino Flavio Tosi si è finalmente deciso ad indossare la cravatta. Gesto che è stato caricato di significati profondi, i più vari.
Volendo sintetizzare all’estremo: la “nuova immagine leghista” ovvero la strategia politica che passa attraverso una cravatta…
Un “nuovo” Tosi quindi, “incravattato”.
Comincio proprio a pensare che a chi della Politica ha un concetto alto (e altro!) servono davvero delle capacità innate di automotivarsi per tirare avanti…
Ma torniamo alle “cravatte”.
Poche ore prima dell’arrivo in città di Napolitano, il nostro Sindaco aveva rilasciato delle dichiarazioni che non hanno destato tanto interesse social-politico-mondano, anzi probabilmente alcun interesse; cosa volete, in fondo erano dichiarazioni, quelle sì, realmente politiche.
Cosa ha detto Tosi?
Tosi ha “semplicemente” criticato, e nemmeno tanto morbidamente, il sistema bancario e la Grande Finanza; a finire nel mirino del Sindaco sono state particolarmente le Fondazioni, rispolverando così un tema già affrontato da Tremonti nel 2003 (“Giulietto, però, ne uscì con le ossa rotte, tanto da rimetterci il Ministero!) e, guarda caso, vecchio cavallo di battaglia proprio della Fiamma.
Alcuni passaggi delle dichiarazioni di Tosi, giusto per inquadrare il problema e rendere l’idea.

- «Le Fondazioni devono tornare sotto il controllo del territorio e i sindaci devono essere determinanti nelle decisioni e negli orientamenti delle erogazioni. Dev’essere il territorio a indicare le priorità d’intervento».
- «È un sistema che va cambiato, perché non più ammissibile. Non si tratta di questa o quella Fondazione. Con Cariverona e il suo presidente Paolo Biasi ho un ottimo rapporto, molto collaborativo, e mi ritengo un sindaco molto fortunato perché ho un presidente che ascolta. Ma se così non fosse? Il sistema non può essere legato alla bontà dei rapporti interpersonali, serve un sistema che dia garanzie al territorio»
- «(…) la politica è stata dipinta come una cosa sporca, per cui doveva pensarci la Grande Finanza a generare ricchezza e distribuire risorse per il benessere del territorio. In realtà non è così e l’ultima crisi che stiamo ancora soffrendo lo dimostra. Anzi, se la politica avesse dato i giusti paletti e le giuste regole alla Grande Finanza avremmo evitato un tracollo mondiale di queste proporzioni nato su soldi virtuali e non reali».
- «(…) su scala minore lo stesso discorso vale per le Fondazioni: mettere da parte la politica, escluderla dal controllo delle Fondazioni perché in realtà sono i finanzieri che fanno il bene del popolo significa non rappresentare in modo corretto la realtà e consumare un furto o scippo ai danni dei cittadini. Perché le Fondazioni sono nate da banche di iniziativa pubblica e restituiscono al territorio le rendite di patrimoni costruiti con i soldi investiti da cittadini e imprese. Poi le banche si sono ingrandite, sono state create le Fondazioni con governance privata e sempre di più questa caratteristica privata si è rafforzata fino a sganciarsi completamente dal controllo diretto del sistema degli enti locali. E va fuori dal controllo del territorio. Questo è il meccanismo che Tremonti voleva modificare e aveva tutte le ragioni per farlo».
-
Con le citazioni mi fermo qui, mentre circa la storia di una delle più potenti Fondazioni, Cariverona, socia di Unicredit e nata dalla Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona vi rimando alla consultazione del web, dove è possibile approfondire.
Ebbene, sarà questione di dna, ma per noi della Fiamma Tricolore, che queste questioni le affrontiamo da sempre e non a corrente alternata, rispetto a un Sindaco che indossa la cravatta, interessa molto di più un Sindaco che si batte contro i “cravattari”!

 

Segretario Provinciale

Federazione di Verona

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