Oggetto : GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
Nella ricorrenza della “Giornata Mondiale dell’Acqua” Fiamma Tricolore ribadisce la propria attenzione e sensibilità rispetto al problema della risorsa idrica ed al rischio circa una possibile privatizzazione dell’acqua pubblica.
Fiamma Tricolore “rimane sul pezzo”, per usare un gergo militare, mantenendo alta la guardia sulla questione e denunciando prontamente e pubblicamente le storture ed i tranelli delle decisioni governative in materia: avvenne per il Decreto Legge 25 giugno 2008 n.112, così per la sua successiva conversione in Legge 6 agosto 2008 n.133 e più recentemente con il Decreto Ronchi.
In questa ottica di attenzione-sensibilizzazione-proposta, annunciamo una nostra campagna sul tema, che contemplerà:
- una raccolta di firme a sostegno dell’acqua pubblica da presentare agli enti locali (Comune, Provincia e Regione)
- la presentazione nelle amministrazioni comunali, in cui Fiamma è rappresentata, di Ordini del Giorno e Delibere miranti alla tutela della proprietà pubblica dell’acqua e all’affermazione del servizio idrico quale servizio a valenza pubblica e sociale, privo di rilevanza economica
- una serie di incontri pubblici che coinvolgano amministratori locali, cittadini ed esperti del settore della gestione pubblica dell’acqua (e dei servizi d’interesse pubblico in genere)
- la proposta di una discussione ed eventuale studio di fattibilità per la costruzione di “Case dell’Acqua” già operanti a Milano ed in alcuni Comuni limitrofi.
Vogliamo però evitare, nel far questo, di ricorrere al terrorismo psicologico e alla strumentalizzazione politica che sembra affliggere il dibattito locale e nazionale.
Prendiamo atto degli atti di buona volontà espressi recentemente dall’amministrazione veronese e di alcuni Comuni della Provincia.
Riconosciamo l’operato di Acque Veronesi finora sostanzialmente contrassegnato da efficienza e competitività.
Ribadiamo la necessità di un auspicabile sano confronto, responsabile, onesto ed aperto tra le parti, su quelli che sono i problemi ed i pericoli che la legislazione in materia lascia trasparire e che, prima ancora di una privatizzazione dell’acqua (comunque da non escludere, anzi…), ci dice della cancellazione del cosiddetto “affidamento in house” ovvero la possibilità per una società totalmente pubblica di gestire direttamente il servizio (vero punto critico del Decreto Ronchi!) e di un servizio idrico integrato che, con l’obbiettivo condivisibile di un suo miglioramento, rischia di creare ed alimentare speculazioni e rendite di monopolio per i soggetti privati senza che il pubblico possa farci nulla.
L’obbiettivo, qui come altrove, al di là dello slogan politico-teorico, deve essere il perseguimento del sistema migliore per finanziare le infrastrutture minimizzando l’impatto sulle finanze pubbliche e sulle tasche dei cittadini, salvaguardando diritto ed interesse comune.
Segretario Provinciale
Federazione di Verona |