LETTERA APERTA
Verona, domenica 20 settembre 2009
Oggetto: LA SANTANCHÈ E IL BURQA
La signora Santanchè sembra essere riuscita a soddisfare la propria brama di pubblicità, peccato che nel perseguire questa nobilissima missione la “pasionaria di destra” dei salotti buoni contribuisca ad alimentare tensioni e contrapposizioni tra opposti fanatismi, essendo in sostanza l’occidentalismo laico e “democratico” non minore di altri oscurantismi.
Tensioni e contrapposizioni che puntualmente si scaricano sulle fasce di società meno attrezzate a filtrare certi dibattiti strumentali, dando vita a guerre tra poveri che “ingrassano” politicamente chi ci specula.
Ovviamente l’aggressione subita dalla leader del Movimento per l’Italia è inqualificabile e costituisce un fatto decisamente grave, ma da quale supposta superiorità culturale, civile e morale provenga la pretesa di azzerare altrui specificità qualcuno lo dovrà prima o poi spiegare, rischiando di incappare inevitabilmente nell’accusa di peggior razzismo ed intolleranza che ad ogni piè sospinto si usa per screditare ed infangare il nemico di turno.
Sia chiaro, in Italia abbiamo un impianto normativo (non ottimale e da migliorare, a parere di chi scrive) che va rispettato ed eventualmente solo alla luce di questo andrebbe affrontata la questione.
La realtà però è che sono il liberalcapitalismo, la globalizzazione e il fenomeno immigratorio a porci di fronte a certi paradossi (gli immigrati sono una “risorsa” ma devono conformarsi, l’antirazzismo è un valore, la discriminazione è reato ma decidiamo noi come deve essere l’immigrato tipo e quali le differenze da salvaguardare o meno).
Burqa sì? Burqa no?
Nessuno che però mette in discussione il modello di società in cui viviamo (ovviamente l’unico e il migliore dei mondi possibili), con i suoi ormai insostenibili errori di sistema.
L’incontro, lo scambio, il confronto la conoscenza possono anche arricchire, ma l’immigrazione forzata (clandestina o non) è un male! È neo-schiavismo ipocrita e criminale che impoverisce i popoli e ingrassa i professionisti dell’accoglienza, siano essi mossi da fini politici, economici e/o religiosi (sinistra progressista, Chiesa e padronato, tanto per spiegarci).
Recidere i fili che reggono lo sfruttamento dell’immigrazione e implementare i rapporti multilaterali tra nazioni al fine di limitare gradualmente, fino a bloccarlo, il fenomeno.
Ma questo equivarrebbe a far politica sul serio e a ragionare in termini di sovranità, cosa differente dal far baccano, urlare, provocare, tutte “civilissime” cattive abitudini che spesso garantiscono tornaconti immediati in termini di visibilità e di voti…
Luca Zampini
Segreteria provinciale
Fiamma Tricolore |