COMUNICATO STAMPA
Verona, mercoledì 17 giugno 2009
Oggetto: le “ronde nere”
Se non fossimo in Italia, o meglio, in quella caricatura coloniale a cui è stata ridotta la nostra Nazione, certe uscite verrebbero accolte col sorriso sulle labbra e certi pataccari a pedate nel sedere. Ma, appunto, siamo nell’ “italia democratica nata dalla resistenza” e certe vicende, anche se apparentemente (o volutamente?) pagliaccesche, è meglio non sottovalutarle.
E diventa d’obbligo, per chi non ha l’anello al naso, interrogarsi.
Chi paga, chi dirige, chi strumentalizza Gaetano Saya e il suo pseudo partito/associazione Destra Nazionale nuovo MSI?
Chi e perché, in quella che fu Alleanza Nazionale, ha concesso a tale personaggio e ai suoi sodali la delega all’utilizzo di un simbolo storico della politica italiana del dopoguerra che tutto meriterebbe tranne di essere pubblicamente svergognato in siffatta maniera?
Nemmeno la Magistratura è riuscita a fare piena chiarezza sulla figura di Saya, che si dichiara agente dei Servizi della NATO e massone d’inquadramento atlantico, con buone entrature nei salotti buoni delle istituzioni.
Nemmeno l’allora Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu seppe spiegare perché il DSSA (Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo, una polizia parallela che si attribuisce compiti di prevenzione anti-islamica creata dallo stesso Saya l’indomani della strage di Madrid dell’11 marzo 2004) avesse accesso alla banca dati del Viminale.
Saya ben incarna quell’immagine artefatta, deviante e deviata che si vorrebbe imporre (dal dopoguerra ad oggi) di una Destra declinata in salsa autoritaria, reazionaria, sbirresca, atlantista, clericale, paramassonica, golpista ed etero diretta che è invece autentica antitesi ed esatto contrario antropologico del Fascismo e di chi si orienta secondo la nostra Idea del Mondo e secondo la nostra visione tradizionale della Vita.
Cui prodest Gaetano Saya?
Luca Zampini
Segreteria provinciale |