Verona, giovedì 12 Febbraio 2009
Oggetto: no all’ipotesi di un nuovo stadio
Appena ufficializzato il cambio di guardia nella proprietà dell’Hellas Verona, è tornata prepotentemente alla ribalta l’ipotesi della costruzione di un nuovo stadio.
Il Marcantonio Bentegodi necessiterebbe di lavori di manutenzione straordinaria assai onerosi che vanno ad aggiungersi a costi di gestione/manutenzione attualmente problematici.
Tra il partito dei favorevoli si prospetta l’idea di uno stadio più moderno, più piccolo e più funzionale, potenzialmente fruibile 7 giorni su 7 (grazie alla presenza di attività commerciali al suo interno), sempre di proprietà comunale ma gestito da privati.
Fiamma Tricolore si dice contraria all’ipotesi!
Ai sostenitori delle ragioni di cui sopra facciamo presente che l’attuale Bentegodi è, dal punto di vista della sicurezza (intesa come ordine pubblico), uno degli stadi più affidabili; idem dicasi per la sua dislocazione poiché, pur essendo vicino al centro cittadino, è ottimamente situato in prossimità di grandi vie di comunicazione (tangenziale e autostrada in primis), a due passi inoltre dalla stazione ferroviaria.
Il suo abbattimento e la ricostruzione, anche se in operazione di project financing, come auspicato da qualcuno, presuppone comunque dei costi non irrisori e prevedibili disagi per il quartiere.
La voce che il Comune, coi tempi che corrono, abbia messo a disposizione per il nuovo stadio 40 milioni nel piano delle opere pubbliche 2009-2010, appare quanto meno preoccupante.
Chi parla e pensa di portare qualità della vita al quartiere, probabilmente il quartiere proprio non lo conosce; i problemi del quartiere Stadio sono ben altri e con la sua riqualificazione, un nuovo stadio, magari costruito alla Spianà, c’entra assai poco. La gente, quando può, dal quartiere se ne va e per capire il perché basta trascorrerci qualche ora.
Molti residenti si sono espressi in maniera contraria all’idea, per motivi nostalgici alcuni, ma non solo. Sarebbe interessante chiedere ai commercianti della zona cosa pensano di un sabato o una domenica senza la partita; oppure dell’ipotesi di un impianto con nuove attività commerciali e magari, perché no, di un centro commerciale al posto o all’interno del nuovo stadio.
Sono tanti gli esempi in Italia di stadi prestigiosi riammodernati e resi “più funzionali” senza che si sia ricorso al loro abbattimento e nuova dislocazione (e parliamo di strutture logisticamente assai più infelici del Bentegodi), così come non mancano gli esempi, non meno prestigiosi, di modernissimi investimenti fallimentari e cattedrali nel deserto.
Ma anche solo a livello sportivo, è poi così sensato e lungimirante parlare di uno stadio da 25˙000 posti quando per un davvero poco appetibile Verona-Cremonese di serie C si registrano oltre 15˙000 spettatori paganti; o quando arrivano a Verona per affrontare il Chievo squadre blasonate con gran seguito di pubblico (Milan, Juventus, Inter…) che fanno registrare affluenze intorno alle 30˙000 unità?
Vogliamo poi parlare di quei pochi ma partecipati grandi eventi musicali che vengono ospitati al Bentegodi?
L’acquisizione dell’Hellas Verona da parte di Martinelli odora troppo di zolfo…pardon di cemento.
Sottoscriviamo in pieno quindi le perplessità già espresse dall’Assessore ai lavori pubblici Di Dio e dal Consigliere comunale Stefano Casali.
Per noi il rischio di speculazioni edilizie è forte ed il sospetto che la lobby del mattone sia già all’opera ancor di più.
Siamo pronti ad iniziare una campagna di sensibilizzazione nel quartiere e non escludiamo iniziative a sostegno popolare per il no al nuovo stadio.
Segreteria provinciale di Verona
Movimento Sociale Fiamma Tricolore |