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Federazione Provinciale di Verona
"Michele Silvestri"

Verona, venerdì 7 novembre 2008

Oggetto: BANCHE, SI PUÒ NAZIONALIZZARE…SOLTANTO I DEBITI!

In atri nostri scritti precedenti abbiamo avuto modo di lodare le dichiarazioni di Giulio Tremonti; lodi espresse comunque con riserva: sottoposte cioè alla verifica dei fatti, che non si trattasse quindi di sole affermazioni di facciata, di spot propagandistici.
Se ieri dunque abbiamo apprezzato interventi polemici del tipo “(…) Non è più tempo di mercati, dei mercanti, dei banchieri d’affari. È il tempo dei governi che debbono farsi carico della responsabilità che hanno (…)”, oggi non possiamo fare a meno di constatare la doppiezza di simili frasi ad effetto. Intendiamoci, di qualcosa lo Stato si farà carico…di intervenire finanziariamente in caso di aggravamento delle difficoltà patrimoniali o per l’insufficiente stato di liquidità delle banche. Come? Attraverso l’acquisto di obbligazioni o con la sottoscrizione di azioni privilegiate che danno il diritto di incassare il dividendo ma che impediscono di mettere bocca nella gestione. Ed è proprio qui il nocciolo della nostra critica, il nodo gordiano che non si vuole sciogliere. Dalle banche, ormai padrone delle nazioni, passa oggi il potere reale, tanto più in una fase economica come quella attuale nella quale c’è il concretissimo rischio di passare presto dalla gravissima recessione globale ad una catastrofica depressione e dove chi detiene i cordoni del credito decide i destini di tutti! Il governo ha scelto: le banche devono rimanere private! Il no allo Stato nelle banche è stato espresso dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi intervenuti alla 84^ giornata mondiale del risparmio (sembrerebbe proprio una presa in giro…). Una posizione che non si discosta di un millimetro con quanto già espresso da Silvio Berlusconi nell’anticipare alcuni contenuti del piano di stabilizzazione del sistema bancario.
I vertici delle banche non si toccano.
Peccato che quegli stessi intoccabili manager si siano dimostrati quantomeno superficiali, indebolendole sotto il profilo finanziario e patrimoniale.
Manager disattenti o incoscienti, che hanno fatto sottoscrivere alle banche e girando poi alla propria clientela i titoli spazzatura legati al mercato Usa dei subprime, malgrado che le banche dispongano degli strumenti per sondare i mercati e per capire se un titolo è carta straccia.
Poco importa anche che chi doveva vigilare sul loro operato, Banca d’Italia, ha palesemente dato l’impressione di aver “distrattamente” tenuto bassa la guardia e di non avere così ottemperato a pieno al ruolo istituzionale che le è proprio.
Giusto per rinfrescare la memoria dei lettori, è la stessa Banca d’Italia (all’epoca guidata da Antonio Fazio) che non aveva visto che le banche sottoposte alla sua vigilanza facevano sottoscrivere ai propri clienti i titoli spazzatura della Cirio e della Parmalat, per tacere poi dei bond argentini…ma è difficile aspettarsi di meglio quando gli stessi controllati sono i maggiori azionisti dell’organo controllore!
Risulta incredibile agli occhi del cittadino comune, che ha perso una buona parte dei propri risparmi, che i corresponsabili del disastro finanziario e i mancati controllori, possano restare al loro posto.
Parliamoci chiaro: nemmeno un non improbabile (alla luce della malcelata ostilità tra Tremonti e Draghi) cambio di guardia al vertice di Banca d’Italia lascia sperare in sostanziali cambiamenti; si tratterebbe solo di sostituire Draghi con un soggetto sponsorizzato dall’attuale governo, ma di eguale formazione ed approccio tecnocratico/iperliberista (in cui la visione finanziaria e virtuale dell’economia ha sostituito in toto la realtà industriale e produttiva) che al massimo permetterebbe a Berlusconi di tentare di ridisegnare nuovi equilibri del potere economico-finanziario e politico in Italia.
L’unica soluzione possibile all’attuale crisi consiste nel conferire allo Stato tutte le prerogative monetarie, a partire dal controllo della Banca d’Italia con la sua nazionalizzazione e dalla facoltà di tornare a battere moneta…ma nemmeno Berlusconi e Tremonti sono disposti ad inimicarsi il sistema bancario.
Meditate gente, meditate.

Luca Zampini
Segreteria provinciale

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